Che cos’è la frequenza DAB?
La radio è entrata nell’era digitale grazie a una tecnologia che permette di trasmettere programmi radiofonici senza utilizzare il tradizionale sistema analogico della FM. Si chiama DAB, acronimo di Digital Audio Broadcasting, cioè radiodiffusione audio digitale.
Quando si parla di frequenza DAB, si fa riferimento alle frequenze radio utilizzate per trasmettere questi segnali digitali. In Italia, il DAB+ viene diffuso principalmente nella banda VHF-III, compresa tra 174 e 230 MHz.
A differenza della FM, che trasmette il suono attraverso un segnale analogico, il DAB+ converte l’audio in dati digitali. Il ricevitore ricostruisce poi il suono a partire dalle informazioni ricevute.
Il risultato è una modalità diversa di ascoltare la radio, che può offrire più programmi all’interno della stessa porzione di spettro e informazioni aggiuntive sul contenuto trasmesso, come il nome della stazione e del brano.
Come è nata la radio DAB?
L’idea di sviluppare una radio digitale moderna prese forma in Europa negli anni Ottanta. L’obiettivo era superare alcuni limiti della radiodiffusione analogica e creare un sistema più efficiente, adatto anche alla ricezione in movimento.
Il progetto europeo Eureka 147 fu avviato nel 1985. La collaborazione tra ricercatori, istituti e aziende contribuì allo sviluppo dello standard DAB, definito nei primi anni Novanta. Le prime trasmissioni commerciali partirono nel 1995 in alcuni Paesi europei, tra cui Regno Unito, Danimarca e Svezia.
Non si trattò quindi di un’invenzione improvvisa, ma di un percorso di ricerca durato anni. La digitalizzazione della radio richiedeva infatti nuovi sistemi di codifica dell’audio, trasmissione dei dati e ricezione del segnale.
Con il tempo, la tecnologia è stata perfezionata e si è diffusa in diversi Paesi, soprattutto in Europa.
Qual è la differenza tra DAB e DAB+?
DAB e DAB+ sono strettamente collegati, ma non sono esattamente la stessa cosa.
Il DAB+ è un’evoluzione dello standard originale, che utilizza una codifica audio più moderna ed efficiente, basata su HE-AAC v2. Questo consente di utilizzare meglio la capacità disponibile per distribuire i programmi radiofonici.
In pratica, per chi ascolta, la differenza più importante riguarda la compatibilità del ricevitore: una radio che supporta soltanto il DAB originale potrebbe non essere in grado di ricevere le stazioni trasmesse in DAB+. Per questo, prima di acquistare una radio digitale, è utile verificare che sia compatibile con il DAB+.
Come funziona il segnale DAB?
Il funzionamento può essere riassunto in alcuni passaggi:
- La stazione radio prepara il proprio programma audio.
- L’audio viene convertito in dati digitali e compresso.
- Più programmi possono essere riuniti in un flusso digitale comune, chiamato multiplex.
- Un trasmettitore diffonde il segnale attraverso le frequenze assegnate.
- La radio DAB+ riceve il segnale, decodifica i dati e riproduce l’audio.
Un multiplex è quindi una sorta di contenitore digitale che può trasportare diversi programmi radiofonici insieme. Questo sistema permette di utilizzare in modo efficiente la capacità trasmissiva disponibile.
Perché il DAB+ può essere migliore della FM?
Uno dei vantaggi della radio digitale è la possibilità di ascoltare l’audio senza il tipico fruscio della FM quando la ricezione analogica diventa debole. Il DAB+ può inoltre trasportare informazioni testuali e altri dati associati al programma.
Ci sono però anche dei limiti. Se il segnale digitale è troppo debole o disturbato, l’audio può interrompersi o scomparire, invece di diventare progressivamente più rumoroso come spesso accade con la FM.
La qualità sonora dipende inoltre dalla codifica, dal bitrate scelto dall’emittente e dal segnale ricevuto: non è corretto affermare che ogni trasmissione DAB+ suoni sempre meglio di qualsiasi stazione FM.
Quando è arrivato il DAB in Italia?
Anche in Italia lo sviluppo della radio digitale è passato attraverso sperimentazioni e iniziative industriali. DAB Italia, consorzio costituito il 1° febbraio 1996, nacque con l’obiettivo di studiare e sperimentare sistemi innovativi di radiodiffusione digitale.
Le prime trasmissioni sperimentali promosse dalle imprese radiofoniche private italiane iniziarono l’8 ottobre 1998, interessando alcune delle aree più popolose del Piemonte e della Lombardia.
Negli anni successivi la rete si è sviluppata gradualmente. Oggi la pianificazione delle frequenze DAB+ italiane è regolata da AGCOM, mentre il Ministero competente gestisce le procedure relative ai diritti d’uso delle frequenze.
La banda VHF-III, da 174 a 230 MHz, è quella prevista dalla pianificazione italiana per la radio digitale terrestre DAB+.
Come si ascolta la radio DAB+?
Per ascoltare le stazioni DAB+ occorre un ricevitore compatibile: può essere una radio domestica, un dispositivo portatile oppure un’autoradio dotata di sintonizzatore digitale.
Una volta acceso il dispositivo, basta avviare la ricerca automatica
