C’è una sensazione strana nell’aria, quella che il mondo dei videogiochi conosce bene: l’attesa pesante, quasi snervante. Il 2026 si avvicina e, nel bene o nel male, sarà ricordato come l’anno di Grand Theft Auto VI. Ma ridurre tutto a GTA 6 sarebbe un errore. Il panorama è molto più ampio, e anche parecchio interessante.
GTA 6: il gioco che sta fermando il tempo
Rockstar Games, come da tradizione, parla poco e lascia parlare il resto del mondo al posto suo. Trailer analizzati fotogramma per fotogramma, teorie infinite, leak veri o presunti: GTA 6 è già un evento culturale, prima ancora di uscire.
L’ambientazione di Vice City ha convinto tutti fin dal primo trailer. Una città viva, sporca, rumorosa, moderna. Non una semplice nostalgia, ma una reinterpretazione attuale, figlia dei social, dei trend e del caos contemporaneo. I protagonisti promettono una narrazione più matura e cinematografica, e il salto tecnico sembra essere uno di quelli che segnano un’epoca.
Il problema? Il tempo. Rockstar non è nuova ai rinvii e, anche se una finestra di lancio è stata indicata, il timore di uno slittamento è reale. Ma, conoscendo lo studio, nessuno si sorprenderebbe: meglio aspettare che giocare qualcosa di incompleto.
Non solo GTA: il 2026 sarà davvero pieno
Mentre tutti guardano Vice City, il resto dell’industria non sta a guardare. Il 2026 si preannuncia come un anno fortissimo, soprattutto per chi ama i single player di qualità.
Tra i titoli più chiacchierati troviamo:
- nuovi capitoli di saghe storiche,
- ritorni molto attesi dopo anni di silenzio,
- IP completamente nuove che puntano forte su narrativa e immersione.
Marvel, survival horror, action stealth e open world stanno vivendo una seconda giovinezza. Dopo un 2024–2025 fatto di alti e bassi, sembra che gli studi stiano puntando meno sulla quantità e più sull’identità.
L’industria cambia
Dietro le quinte, però, il settore non è tutto rose e fiori. Licenziamenti, ristrutturazioni, studi che chiudono e altri che si fondono. È un periodo di transizione, forse necessario, forse doloroso. I giochi costano di più, richiedono più tempo e aspettative sempre più alte.
E proprio per questo GTA 6 pesa come un macigno: non è solo un gioco, è una prova. Se funziona, potrebbe ridefinire cosa significa “tripla A”. Se fallisce, l’impatto sarebbe enorme.
Conclusione: hype sì, ma con calma
Il 2026 non sarà solo l’anno di GTA 6, ma l’anno in cui il gaming dovrà dimostrare di saper ancora sorprendere. L’hype è giustificato, l’attesa pure. Ma forse, per una volta, vale la pena rallentare e godersi il viaggio.
Perché quando Rockstar deciderà di parlare di nuovo, lo farà a modo suo.
E a quel punto, sì… internet esploderà.
