Negli ultimi mesi Rockstar Games — lo studio dietro serie celebri come Grand Theft Auto e Red Dead Redemption — è finita al centro di una controversia che va ben oltre il mondo dei videogiochi. Tutto è iniziato con il licenziamento di oltre 30 dipendenti tra Regno Unito e Canada, provocando una furiosa reazione da parte degli interessati e del sindacato Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB).
🔥 I licenziamenti: motivazioni ufficiali e accuse di “union busting”
Rockstar ha spiegato che i licenziamenti — avvenuti alla fine di ottobre — sono stati determinati da presunte violazioni delle politiche di riservatezza interna, tra cui la condivisione di informazioni confidenziali in canali Discord accessibili anche all’esterno. Secondo l’azienda, tali azioni avrebbero costituito grave condotta scorretta.
Tuttavia, l’IWGB e i lavoratori coinvolti sostengono che la vera causa sia la loro partecipazione ad attività sindacali e l’organizzazione interna di un sindacato: un caso di “union busting”, ossia un tentativo intenzionale di ostacolare la formazione di organizzazioni dei lavoratori.
⚖️ Il ricorso in tribunale: primo shock per gli ex dipendenti
All’inizio di gennaio 2026 è iniziata davanti al Glasgow Employment Tribunal un’importante fase legale: gli ex dipendenti e l’IWGB hanno chiesto, tra le altre cose, un provvedimento urgente di interim relief — ovvero il reintegro temporaneo nei registri di paga di Rockstar mentre si attende il giudizio finale.
Tuttavia, la corte ha respinto questa richiesta, stabilendo che i lavoratori non hanno dimostrato un “elevato grado di probabilità” che il motivo principale dei licenziamenti fosse l’attività sindacale. Di conseguenza, al momento non verranno reintegrati né pagati mentre il processo prosegue.
🧑⚖️ Le posizioni delle parti
- Rockstar Games ha accolto favorevolmente la decisione del tribunale, ribadendo che era coerente con la sua versione dei fatti e dichiarando di “rimanere convinta della correttezza delle proprie azioni”.
- L’IWGB ha però affermato di restare fermamente convinto che il caso possa risultare favorevole in un esame completo, definendo le motivazioni della società insufficienti e colme di contraddizioni.
📢 Impatto su industria, politica e comunità
La controversia ha avuto risonanza oltre il contesto legale:
- Proteste e mobilitazioni sindacali si sono tenute davanti agli uffici Rockstar e Take-Two nel Regno Unito, con il sostegno anche di lavoratori di altri studi.
- Alcuni parlamentari britannici, incluso il Primo Ministro Keir Starmer, hanno definito la vicenda “profondamente preoccupante” e si sono detti pronti a monitorarla rispetto ai diritti dei lavoratori.
- La discussione ha evidenziato questioni più ampie riguardo a diritti sindacali, sicurezza lavorativa nel settore tech e cultura aziendale nelle compagnie di videogiochi.
💡 Perché questa vicenda è importante
Questo caso non riguarda solo Rockstar o GTA 6: sta mettendo sotto i riflettori il modo in cui le grandi aziende tecnologiche e creative trattano i dipendenti che cercano di organizzarsi o rivendicare diritti collettivi. Un verdetto finale — che arriverà in una fase successiva del processo — potrebbe avere importanti ripercussioni legali e sociali per l’intero settore videoludico e oltre.
